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Natale 2009 – Lettera Don Orazio

SÃO LUIS 08.12.2009

Natale é lasciare che il mondo di Dio entri nella nostra vita, credere che è possibile vivere in modo diverso, piú evangelico, piú semplice e piú allegro.

In questi giorni sto osservando che il Signore mi fa molti regali, ma sembra che non riesca ad incontrare i miei desideri, quello che piace a me, quello che credo faccia per me.

Giovedì mattina sono andato a trovare le famiglie di una parte della parrocchia che stiamo accompagnando con la Pastorale della “Criança” (dei bambini) assieme a Josefa, una delle “lider” di questa pastorale.
Una mattinata di sole caldissimo.
Abbiamo fatto incontri con mamme e bambini, nelle loro case, dove parliamo con loro accompagnandoli e orientandoli.
Al ritorno Josefa mi dice: “Padre Orazio, come è “bom” compiere questo servizio, andare ad incontrare queste mamme e cercare di aiutarle, sentiamo il nostro cuore pieno, fare del bene riempie il cuore.”
Io gli rispondo subito che é vero, ma che rimanevo preoccupato per la situazione di una famiglia.
Josefa rimane in silenzio e continua a camminare verso casa.

Il bene che facciamo sembra che non sia mai sufficiente, che sia sempre poco rimaniamo sempre insoddisfatti.

Sabato sera vado a un incontro degli alcolisti anonimi, qui da noi l’alcolismo è uno dei mali piú terribili, e rimango ad ascoltare due testimonianze.
Due uomini, con una vita distrutta, ma che grazie all’A.A. sono riusciti a rialzarsi e ricostruire una nuova vita. Due racconti di una semplicità infinita, e raccontati con una umiltà commovente.
Le due testimonianze cominciano cosi: “Sono un alcolista in recuperazione. Grazie Signore per un altro giorno che mi hai dato senza bibita alcolica”.
Ringraziare il Signore per il regalo di un giorno (non di un anno, di un giorno) di sobrietà.
Queste due persone sanno di essere alcolisti, di essere molto fragili e che riuscire a rimanere sobri è una “grazia”, un regalo e una vittoria grande ogni giorno. Si capisce molto bene che hanno coscienza di non essere gli artefici del loro recupero.
E io penso a quanto è bella questa opportunità, peccato che sono pochi ad approfittarne.
Ancora una volta non so godere del positivo anche se piccolo, voglio di piú!

Il Signore in poco tempo mi ha fatto un altro bellissimo regalo, ma ancora una volta io lo vedo piccolissimo e insignificante.

Dopo l’incontro vado a trovare una coppia che sta festeggiando cinquanta anni di matrimonio. Lei partecipa della vita della comunità, lui niente. La preghiera, i ringraziamenti e la benedizione, un momento molto bello e toccante.
Mentre aspetto la mia fetta di torta, guardo la stanza, c’è solo una lampadina, senza lampadario, i muri sono scrostati, le sedie sgangherate, dal divano si vede uscire la gomma piuma, ma l’allegria è grande.

Quale regalo aspetto per essere felice? Il Natale sta arrivando….

“Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratosi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.”

UN BUON NATALE PIENO DI ALLEGRIA E UN ANNO NUOVO RICCO DI UMANITÁ

don Orazio

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